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ANDREA BOCELLI
interpreta MANRICO ne

IL TROVATORE di GIUSEPPE VERDI


Andrea Bocelli registra finalmente la Sua prima opera completa di Verdi.

Una delle parti più impegnative nel repertorio di un tenore.

L’immortale capolavoro di Verdi in una nuova sensazionale registrazione.

Andrea Bocelli (tenor) - Manrico
Veronica Villaroel (soprano) - Leonora
Elena Zaremba (mezzo-soprano) - Azucena
Carlo Guelfi (baritone) - Il Conte Luna
Carlo Colombara (bass) - Ferrando

Steven Mercurio, Direttore d’Orchestra

Sugar 475 6135


Trama


 

IL CAST:


Andrea BOCELLI (Tenore) – Manrico

Da quando l'opera è nata il passatempo preferito dei suoi seguaci è rappresentato dalle continue lamentele sul suo passato, sul suo presente e soprattutto sul suo futuro. La frase canonica, che sentirete declamare da anziani e melomani in fiore, è: "Non ci sono più le voci di una volta!". È un tragico refrain, un carillon terribilmente ripetitivo che fa parte del tipico rituale operistico: non a caso si usa il termine "melodrammatico" per individuare qualcuno che appaia lamentoso, nostalgico e disfattista.

In verità le voci ci sono, ci sono sempre state e sempre ci saranno mentre cambiano i tempi, i modi di vivere e le mode, le esigenze del pubblico, creando quel gioco di corsi e ricorsi che è la linfa vitale di un genere altamente spettacolare, lussuoso e fantastico come l'opera.

L' astro di Andrea Bocelli è appunto sorto nel pieno di una grande querelle melodrammatica; finita l'era dei nomi altisonanti che hanno riempito le copertine dei dischi d' opera più venduti, al culmine della loro parabola i Tre Tenori, Bocelli è oggi una delle più importanti e inaspettate novità proposte in campo lirico. Proprio nel momento in cui si leggeva e si discuteva sulla presunta agonìa del genere operistico, con i teatri malinconicamente mezzi vuoti, con la crisi del mercato discografico, con la sparizione di fatto dell'opera dai palinsesti televisivi, ecco apparire il tenore Andrea Bocelli, tenore moderno ma all'antica, come lui stesso ama definirsi.

Una naturale predisposizione alla musica e al canto, fin da piccolo, anzi da piccolissimo: non poteva che essere così, considerata l'innata, straordinaria musicalità del tenore pisano. Un'intonazione nitida e precisa, la ricerca quasi maniacale della perfezione, il gusto ricercato consentono a Bocelli di affrontare la pagina musicale con l'approccio di uno strumentista piu' che di un cantante, caso rarissimo tra gli artisti.
A questo si unisce un colore di voce personalissimo, suadente, chiaro nella dizione, caldo, venato d'una sottile, malcelata malinconia che arriva puntualmente al pubblico e determina l'esplosione del successo. Il famoso "quid" che occorre per essere davvero unici.

Dopo gli studi effettuati sotto la sapiente guida del Maestro Luciano Bettarini, gia' docente di Ferruccio Tagliavini, Ettore Bastianini e Franco Corelli (tanto per citare alcuni nomi mitici), ed a seguito d'una masterclass a Torino con lo stesso Franco Corelli (per il quale Andrea Bocelli nutre un’ autentica venerazione, invero ricambiata), il tenore pisano pote' debuttare in scena nel Macbeth di Verdi nel 1994, realizzato a Pisa, Mantova, Lucca e Livorno, sotto la direzione di Claudio Desderi. Un importante debutto, all'insegna di Verdi (nume tutelare del tenore assieme al prediletto Puccini), cui seguì nel 1995 la realizzazione del disco "Viaggio italiano" con il M.° Vladimir Fedoseyev, pubblicato su etichetta Sugar.

I primi concerti interamente operistici, di rilievo internazionale, avvennero a Cagliari e a Torre del Lago Puccini nell'estate del 1997, una vera e propria sfida vinta con sé stesso e con un assetto critico non propriamente favorevole: in quell'occasione Bocelli eseguì arie e duetti da Madama Butterfly e Tosca, l'aria dei “nove Do” dalla Figlia del Reggimento bissata a furor di popolo.

Nel 1998 un secondo debutto, stavolta nell'importante ruolo di Rodolfo ne La Bohème di Puccini a Cagliari, sotto la direzione di Steven Mercurio, partner di Daniela Dessì. Questo spettacolo, affrontato con straordinario impegno, fu una tappa ancor più importante per la maturazione scenica e vocale di Bocelli, che lo stesso anno incontrò il M.° Zubin Mehta per un grande concerto a Tel Aviv. Il celebre direttore d'orchestra restò entusiasta delle doti di Bocelli, tanto da rilasciare dichiarazioni pubbliche in merito alla musicalità, alla preparazione e al gusto del tenore toscano. Lo stesso anno vide la realizzazione dell’album “Aria”, uno dei principali successi discografici di tutti i tempi per la musica classica, che balzò immediatamente in vetta alle classifiche.

Nel 1999 fu la volta del debutto all'Arena di Verona, quale ospite nel Galà della Vedova Allegra di Léhar diretta da Anton Guadagno: Bocelli ebbe l'ovazione di 18000 spettatori dopo il re bemolle sopracuto di "Tu che m'hai preso il cuor" e il “Brindisi” di Traviata con Cecilia Gasdìa. Nell'ottobre dello stesso anno il debutto negli Stati Uniti nel Werther di Massenet, a Detroit, con Steven Mercurio sul podio e Denyce Graves nella parte di Charlotte. Il pubblico italiano potè ascoltare in diretta sul popolare programma "La Barcaccia" (Rai Radiotre) alcuni brani del secondo e del terzo atto, con il bis dell'aria "Pourquoi me réveiller".

Da questo momento il mito di Bocelli, tra l'altro supportato da un enorme successo discografico, cresce a dismisura. I suoi concerti vedono alternarsi sul podio mostri sacri quali il M.° Lorin Maazel (tour classico nel 1999, a Monaco, e Requiem di Verdi a Verona nel 2000 e a Monaco nel 2001), il M.° Seiji Ozawa (a Monaco nel 2000), il M.° Valerij Gergev (Requiem di Verdi registrato a Londra nel 2000) ed ancora il M.° Zubin Mehta (Tel Aviv nel 2000). Da sottolineare lo stretto rapporto di collaborazione che lega Bocelli con il M.° Myun Whun Chung, Direttore dell' Orchestra dell'Accademia Nazionale di S. Cecilia in Roma, culminato con la pubblicazione del disco "Arie Sacre" (Sugar, 1999) e con la trasmissione televisiva in tutto il mondo di importanti eventi che li videro protagonisti.

Le sfide continuano con la registrazione dell’album “Verdi”, pubblicato in occasione del Centenario della morte di Giuseppe Verdi, e de “La Bohéme”, sua prima registrazione integrale di un’opera, sotto la direzione del M.° Zubin Mehta, anch’essa pubblicata su etichetta Sugar nel 2000.

Nel gennaio del 2001 si aggiunge il debutto in scena al Filarmonico di Verona con Amico Fritz di Mascagni, ruolo particolarmente adatto ai mezzi vocali di Bocelli, che costituisce un tipo molto speciale di tenore di grazia dall'ampia estensione e dalla inusuale brunitura di timbro.

Nell'estate del 2002 , debutta nel ruolo di Pinkerton nella Madama Butterfly a Torre del Lago. Nell'autunno del 2002 la sua carriera classica discografica continua grazie alla sinergia con il M.° Lorin Maazel che porta alla pubblicazione di "Sentimento", un album che esplora la tradizione musicale delle canzoni per voce e violino risalente all'inizio del XX secolo. Una collezione di brani romantici di compositori del calibro di Francesco Paolo Tosti e Franz Liszt, arrangiata per orchestra dal M.° Maazel che vi ha anche suonato il violino; un enorme successo per il quale Andrea ha ricevuto la nomination ai Classical Brit Awards nel 2003, aggiudicandosi due premi per "Album of the Year" e "Best Selling Classical Album of the Year".

Contestualmente a tale lusinghiero riconoscimento viene pubblicata nel Maggio 2003 "Tosca", seconda opera completa di Bocelli, diretta dal M.° Zubin Mehta, sempre su etichetta Sugar.
Ai cimenti discografici si aggiungono inoltre le registrazioni dell'abbinata classica Cavalleria Rusticana e Pagliacci (2002), entrambe dirette dal M.° Mercurio, e del Werther rappresentato nel Gennaio 2004 presso il Teatro Comunale di Bologna, che verranno pubblicate solo in futuro.

Il percorso del tenore pisano può definirsi senz'altro anomalo: la storia del canto lirico non annovera casi del genere. Ovvio che la grande novità costituita da Andrea Bocelli abbia ingenerato fazioni contrapposte. Al di là dei pregi e dei difetti che possono essere ravvisati nella sua come in tutte le vocalità, un dato è certo: per la prima volta, in un momento di grande crisi, si son visti a teatro pienoni degni di stadi del rock, televisioni interessate alla ripresa degli eventi, giovani che si sono affacciati per la prima volta all'Opera. Andrea Bocelli come mito e quindi come naturale richiamo a un genere considerato dalla maggior parte dei giovani vetusto, obsoleto, da museo. Andrea Bocelli, dal timbro inconfondibile e dall'incantevole dizione, che allunga la vita e restituisce dignità ad un genere che sembrava appartenere al solo passato, di cui ormai si celebrava la morte. Andrea Bocelli che affronta a suo rischio e pericolo l'agone operistico senza l'ausilio del microfono e che compie un miracolo, quello di aver annullato sulla scena, recitando come e meglio di tanti colleghi, il problema della cecità. Una serie di sfide che segnano l'inizio di una nuova era per l'opera: lo spettacolo più bello che esista, con un tenore stavolta per tutti.

Steven MERCURIO (Direttore d’orchestra)
Il Maestro Steven Mercurio è un direttore d’orchestra e compositore di fama internazionale, riconosciuto per la sua versatilità che gli consente di spaziare sia nel mondo del repertorio classico e sinfonico, sia nel mondo dell’opera. Egli è stato spesso un insostituibile collaboratore per molte registrazioni di successo, arrangiamenti e colonne sonore di films.
Sul palcoscenico, ha diretto più di quarantacinque opere in sei lingue diverse. Le sue scritturazioni lo hanno portato in molti tra i più amati ed ambiti teatri dell’opera al mondo, tra i quali il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro Bellini di Catania, il Teatro Filarmonico di Verona, il Teatro Regio di Torino, il Theatre de la Monnaie di Bruxelles, l’Opera di Bonn, il Teatro Massimo di Palermo, la English National Opera di Londra, e lo hanno portato a collaborare con alcune delle più conosciute compagnie d’Opera statunitensi, tra le quali citiamo San Francisco, Washington, Philadelphia, Seattle, Detroit, Opera Pacific, Florida Grand, Pittsburgh e Dallas.
In aggiunta al repertorio operistico il Maestro Mercurio ha diretto alcune tra le più prestigiose orchestre sinfoniche: London Philharmonia, London Philarmonic, London Sinfonietta, Vienna Symphony Orchestra, Orchestra Sinfonica del Lussemburgo, la Pittsburgh Symphony Orchestra, la New Jersey Symphony Orchestra, la Sacramento and San Diego Symphony Orchestra, oltre alla sua Orchestra del Festival di Spoleto.
Ha partecipato a diversi eventi televisivi tra i quali vanno ricordati Christmas in Vienna, registrato con la Vienna Symphony Orchestra, e l’ormai celebre speciale per l’americana PBS American Dream – Andrea Bocelli’s Statue of Liberty Concert, con la New Jersey Symphony Orchestra.
In campo internazionale ha diretto La Bohéme da Cagliari per la RAI, le esibizioni al Festival di Spoleto del Requiem di Berlioz, del Prometeo di Scriabin, della Seconda Sinfonia di Mahler ed una serata con musiche di Mozart e Chick Corea con l’Orchestra dei Giovani di Santa Cecilia.
Tra le registrazioni sinfoniche e pubblicate discograficamente del Maestro Mercurio vanno ricordate, vincitrici del Grammy Award, il Chick Corea – Concerto con la London Philarmonic Orchestra, Fanfare for the Volunteer con Mark O’Connor ed ancora la London Philarmonic, la cantata Voices of Light di Richard Einhorn con la Netherlands Radio Philarmonic & Choir, il Concerto de Toronto di Leo Brouwer con il chitarrista John Williams e la London Sinfonietta e, per concludere, Storyteller contenente composizioni di Wynton Marsalis, Patrick Doyle e Edgar Meyer, con la St. Luke’s Chamber Orchestra.
Steven Mercurio è infine un arrangiatore di primo piano; ha arrangiato brani e composizioni per artisti di spicco, tra i quali ricordiamo Andrea Bocelli, Placido Domingo, Bryn Terfel.


Carlo GUELFI (Baritono) – Il Conte Luna

Nato a Roma, studia canto con lo zio paterno, M° Renato Guelfi.
Vince il Concorso Adriano Pertile. Da allora ha iniziato una straordinaria e brillantissima carriera collaborando con i maggiori teatri ed istituzioni musicali del mondo tanto da imporsi come il più grande baritono della sua generazione.
Il colore scuro della voce, la nobiltà nel porgere, la proverbiale dizione, la grande facilità nel canto legato, il sapiente uso della mezza voce uniti ad una notevole presenza scenica, lo hanno imposto sulla scena mondiale quale interprete di riferimento del repertorio verdiano e verista.
La schiera dei grandi personaggi verdiani si è ulteriormente arricchita con il recente debutto in Nabucco alla Fenice di Venezia e si impreziosirà ulteriormente con i futuri debutti in Stiffelio al Teatro Sao Carlo di Lisbona e Don Carlos, direttore M° Metha, al Teatro Comunale di Firenze. Si andranno così ad aggiungere ai già noti Rigoletto e Simon Boccanegra, del quale rimane, come prezioso ricordo, nella recente uscita in DVD la famosa edizione del Maggio Musicale Fiorentino diretto dal M° Claudio Abbado, Macbeth interpretato tra l’altro, agli inizi di carriera, anche al Teatro Carlo Felice, Otello con il quale inaugurerà la prossima stagione al Metropolitan di New York sotto la direzione del M° Levine, Un Ballo in Maschera, Trovatore inciso per DECCA Music, Traviata, etc.
Accanto alla produzione verdiana si ricordano i grandi personaggi veristi, quali Scarpia in Tosca, recentemente ripresa con grande successo alla Scala e incisa anche per la DECCA con la direzione del M° Metha, Gerard in Andrea Chenier, Rance in Fanciulla del West, di Michele in Tabarro inciso per la EMI, direttore M° Pappano e di Gianni Schicchi, direttore M° Gelmetti, con il quale ha inaugurato la stagione 2002 del Teatro dell’Opera di Roma interpretando nella stessa serata i due grandi ruoli del Trittico pucciniano alla stregua dei grandi baritoni del passato, riuscendo con grande maestria a passare dalle tinte nere e drammatiche di Tabarro a quelle ironiche e buffe di Gianni Schicchi.
Ha collaborato con i più grandi direttori d’orchestra del mondo fra i quali: Claudio Abbado, Bruno Bartoletti, Leonard Bernstein, Gary Bertini, Semyon Bychkov, Daniele Gatti, Gianluigi Gelmetti, Carlo Maria Giulini, Peter Maag, Zubin Metha, Daniel Oren, Antonio Pappano, Christian Thielemann.


Carlo COLOMBARA (basso) - Fernando

Carlo Colombara è oggi uno dei più importanti bassi presenti sulle scene liriche internazionali. Vincitore del Concorso "As.Li.Co." di Milano e "G.B. Viotti" di Vercelli nel 1987, debutta alla Scala l'anno successivo sotto la direzione di Riccardo Muti nel ruolo di Procida ne I Vespri Siciliani. Successivamente ha cantato nei più importanti teatri lirici del mondo: Staatsoper di Monaco, Coven Garden di Londra, Arena di Verona, Maggio Musicale Fiorentino, Opernhaus di Zurigo, Colon di Buenos Aires, Staatsoper di Vienna, Liceu di Barcellona, Metropolitan di New York, Lyric Opera di Chicago, National Theatre di Tokyo, Bolshoi di Mosca, Opera Bastille di Parigi, Real di Madrid, Nederlandse Opera di Amsterdam. Il suo repertorio abbraccia tutti i maggiori ruoli di basso verdiano come: Zaccaria, Attila, Fiesco, Filippo, Silva, ma comprende anche titoli quali: Faust, Incoronazione di Poppea, Semiramide, Barbiere di Siviglia. Tra le tappe più importanti della sua carriera ricordiamo: Nabucco e Macbeth alla Scala di Milano, Don Carlos a Zurigo, L'Amore dei tre re con Radio France e Radio Bavarese, Attila a Vienna, Macerata e Genova, Simon Boccanegra a Parigi e Zurigo, Ernani a Madrid e Vienna, Aida a Verona, New York e Tokyo, Norma a Chicago. Ha inaugurato la stagione lirica '97/'98 della Scala di Milano con il Macbeth diretto da Riccardo Muti. Si è inoltre esibito nelle più famose sale da concerto: Carnegie Hall di New York, Concertgebouw di Amsterdam, Royal Festival Hall di Londra, Konzerthaus di Vienna. Ha collaborato con tutti i maggiori registi e direttori d' orchestra ed ha inciso numerose opere e concerti. Molti critici lo indicano come uno degli eredi della tradizione belcantistica italiana. www.carlocolombara.com


Veronica VILLARROEL (Soprano) - Leonora
Famosa per l’appassionata intensità dell’interpretazione e la sua voce dolcissima, il soprano Veronica Villarroel è riconosciuto come una delle migliori cantanti-attrici dei nostri giorni. Sin dal suo debutto internazionale nel 1990 al Teatro del Liceu di Barcellona nel ruolo di Fiordiligi in Così fan tutte, è apparsa in tutti i principali teatri del mondo con un repertorio che include il Bel Canto, l’Opera francese, Verdi e il Verismo. Tra le sue più recenti interpretazioni ricordiamo il ruolo di Desdemona in Otello (Tour giapponese della Washington National Opera), Leonora ne Il Trovatore (Covent Garden), Amelia in Un ballo in maschera (Lyric Opera of Chicago) ed il suo ruolo naturale di Cio-Cio-San in Madama Butterfly (Metropolitan Opera, Los Angeles e San Francisco).
La sua discografia comprende registrazioni de Il Guarany di Gomez, El gato Montés di Penella, Luisa Fernanda di Moreno Torroba. Un documentario sulla sua vita e carriera è stato realizzato ed è al momento trasmesso in TV. Nel 2002 è stata insignita del Placido Domingo Hispanic Award per i prestigiosi risultati conseguiti in carriera ed ha ricevuto le massime onoreficenze nella sua terra d’origine, in Cile.

Elena ZAREMBA (Mezzo Soprano) – Azucena
Il mezzo-soprano russo (Fricka) ha fatto il suo debutto alla Washington National Opera nell’Aprile del 2002, nel ruolo di Ulrica ne Un ballo in maschera: sin dal suo debutto sulle scene mondiali, nel 1991 con l’Opera di San Francisco nelle vesti di Hélène Bezukhova in Guerra e pace, è apparsa con la stessa compagnia in Ruslan e Ludmilla, Principe Igor, Falstaff, Carmen, Un ballo in maschera e nel Ring Festival 1999.
Si è inoltre esibita con la Wien Staatsoper, Covent Garden, La Scala, Il Maggio Musicale Fiorentino, Berlino, Monaco, Parigi e la Metropolitan Opera, oltre che nei Festival di Bregenz, Edinburgo e Salisburgo.
Le più recenti esibizioni includono concerti a Monte Carlo, Tokyo ed al Filarmonico di Berlino così come le apparizioni ne Il Trovatore e Les Troyens al Met, o in Chowanschina a Bruxelles. La sua arte è stata documentata con registrazioni audio e video di Un ballo in maschera, Principe Igor, Una vita per lo Zar, Lady Macbeth del distretto di Mzensk, Boris Godunov, Guerra e pace, L’Oro del Reno, La vigilia di Natale di Rimky-Korsakov, la cantata di Mussorgsky Joshua, Missa Solemnis ed il ciclo di canzoni di Shostakovich.

 

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