Maestro FRANCO CORELLI

1921 2003

Biografia di:
Roberto Chiarelli

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Dalla Vestale all'Andrea Chenier

1954

Il 1954 inizia da Modena con "Norma" e poi a Parma con C. Mancini, E. Nicolai e Guglielmo Ferrara. Inoltre, nello stesso mese canta, anche a Pavia e Piacenza in Carmen con P. Tassinari. Alla fine di Gennaio ritorna a Roma per "Romulus " di Allegra, con Elisabetta Barbato e la stagione continua in marzo con Don Carlo": entusiastiche recensioni per il Nostro con C. Mancini, E. Nicolai, T. Gobbi, B. Christoff e G. Neri.

Franco conclude la sua stagione Roma con quattro rappresentazioni dell'"Ifigenia in Aulide" di Gluck, con Marcella Pobbe, E. Nicolai e B. Christoff. Corelli aveva impressionato per la facilità con cui affrontava una gamma incredibilmente varia di stili: proprio grazie a questa flessibilità appare a Firenze il 6 maggio nella prima italiana dell"Agnese di Hohenstaufen” di Spontini, con Lucille Udovick, Dorothy Dow, Gian Giacomo Guelfi, Francesco Albanese, Enzo Mascherini e Anselmo Colzani. Ancora una volta Franco viene accolto non solo con grande rispetto ma con genuino entusiasmo: la sua musicalità, in questo periodo, sembra davvero al di sopra di ogni critica.


L'estate trascorre diverse città italiane con "Tosca" e "Carmen", sempre con rilevanti successi come il Don José a Caracalla, in agosto. Alla fine di settembre registra "Pagliacci" per la RAI di Milano e nell'autunno compare in "Carmen" a Bologna e a Rovigo, prima ritirarsi per un mese per prepararsi al suo debutto alla Scala. Si dice che Maria Callas, che aveva sempre l’ultima parola nelle decisioni per le produzioni a cui partecipava alla Scala, fosse molto contenta di cantare con Corelli per la serata di apertura nella "Vestale" di G. Spontini.


Il 7 dicembre, insieme a Ebe Stignani, Enzo Sordello, Nicola Rossi Lemeni e Luchino Visconti, il regista, poterono godere di uno dei più grandi trionfi nella storia del teatro lirico. Antonino Votto condusse l’orchestra in una lettura ampia, in cui ad ogni cantante era lasciata libertà di espressione, pur mantenendo equilibrio e coesione, tutte caratteristiche necessarie per far sì che quest’opera lirica, allora quasi sconosciuta, con così tante meravigliose pagine, potesse prendere il volo. Le cinque rappresentazioni furono accolte con un successo al limite dell’isterismo.

Non si sa come, ma Franco trova la forza e il tempo per apparire in "Norma" a Piacenza con C. Mancini prima della fine dell’anno.

1955

Franco canta ne "La Fanciulla del West" per la prima volta al Teatro La Fenice di Venezia il 26 gennaio 1955, insieme a Elisabetta Barbato e Gian Giacomo Guelfi, per quattro rappresentazioni. In febbraio canta in "Norma" con C. Mancini e, in marzo, in "Tosca" al Teatro Massimo Bellini di Catania con Adriana Guerrini e con Giuseppe Taddei.

Da questo momento in poi le rappresentazioni diventano così numerose che vale la pena di limitarsi a ricordare le più rilevanti.

 

 

Franco debutta al Teatro Sao Carlo di Lisbona in Carmen con G. Simionato, M. Pobbe, E. Campi e A. Colzani. Al suo ritorno in Italia, appare al Teatro Alighieri di Ravenna in "Norma" con C. Mancini, E. Stignani e Ugo Novelli. Al giardino di Boboli a Firenze, il 26 giugno Corelli canta con Anita Cerquetti nella prima "Norma" di questo soprano e, dopo avere cantato per sei rappresentazioni di fronte a un pubblico estasiato, canta in una rappresentazione aggiuntiva con Lucy Kelston Ferraris.

I suoi impegni estivi comprendono "Norma" a Caracalla e un un debutto all’Arena di Verona dove canta dapprima in "Carmen" con la Simionato e successivamente in "Aida" con Antonietta Stella, Adriana Lazzarini e A. Protti. In agosto, a Messina, canta Radames nell'”Aida” con A. Cerquetti, in settembre partecipa a una Tosca per la Rai e in ottobre canta nella stessa opera a Torino con M. Caniglia e G. Guelfi. L 'anno prosegue con "Aida" a Catania e Napoli, "Fanciulla del West" a Trieste e una nuova produzione del "Giulio Cesare" di Haendel all’Opera di Roma. Per le quattro rappresentazioni Corelli, che canta il ruolo di Sesto; ottiene critiche eccellenti anche per la sua prestanza fisica.


1956

Nel 1956, Franco ritorna in febbraio a Venezia per "Carmen" con G. Simionato, la giovane Renata Scotto e G. Guelfi e dopo quattro sensazionali rappresentazioni appare con A. Cerquetti, Adriana Lazzarini e G. Guelfi in "Aida". Il 4 aprile Corelli canta in "Fanciulla del West" alla Scala. Gigliola Frazzoni e Tito Gobbi sono in gran forma e la voce di Franco non è mai stata di maggior effetto. La tensione raggiunta nel II atto e la sua sorprendente vocalità si dimostrano al di sopra di ogni critica.

Alla fine di aprile ritorna a Lisbona per "Giulietta e Romeo" e il 21 maggio con Maria Callas canta una, leggendaria "Fedora" di Giordano. Si dice che i Corelli avessero una copia di quel nastro. Non si sa se questo risponda a verità; in ogni caso, sarebbe una delle poche rappresentazioni della Callas alla Scala che non è documentata in registrazioni.

 

Corelli raccontava che era così preoccupato di cantare alla Scala in Fedora, lui quasi principiante, che se non ci fosse stata la Callas a coinvolgerlo profondamente nella parte avrebbe lasciato quella produzione. Il soprano Maria Curtis Verna, che assistette alla recita, diceva che probabilmente era stato l’evento più entusiasmante della sua vita lirica.

In Agosto ritorna a Verona per "Tosca" con Gigliola Frazzoni e T. Gobbi. Ci furono quattro appaluditissime rappresentazioni, tutte esaurite.

Nell'autunno Franco canta ad Adria in "Tosca" e a Trieste in "Aida". Si prende quindi un periodo di riposo e ritorna alla Scala per il "Giulio Cesare", alla prima del 10 dicembre. Il cast era esaltante: Virginia Zeani, G. Simionato, N. Rossi Lemeni e Mario Petri con Gianandrea Gavazzeni sul podio. Quattro rappresentazioni, tutte accolte dal rapimento di un pubblico non familiare con quell’opera. Ancora una volta Franco fa parlare di sè tanto per la sua presenza fisica quanto per la sua voce. Egli termina l 'anno alla Scala scala in "Aida" con A. Stella, G. Simionato, Dino Dondi e Nicola Zaccaria. All’epoca ormai molti consideravano Franco Corelli il miglior tenore lirico spinto in Italia.

1957

Il 1957 inizia dalla Scala con "Pagliacci" e alla fine di gennaio Franco appare in "Aida" a Roma con A. Cerquetti, G. Simionato, G.Guelfi e G. Neri. La “Fanciulla del West" viene ripresa a Napoli in febbraio con Maria Caniglia e in marzo il San Carlo presenta "Andrea Chenier" con una ripresa della stessa opera due settimane più tardi a Palermo. Franco canta Chenier a Lisbona con G. Frazzoni e T. Gobbi e ritorna quindi a Palermo per il "Don Carlo" (recensione del Giornale di Sicilia) con A. Cerquetti, A. Lazzarini, Enzo Mascherini e Bernard Ladysz.

Continua...