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IL TROVATORE di GIUSEPPE VERDI
Una delle parti più impegnative nel repertorio di un tenore. L’immortale capolavoro di Verdi in una nuova sensazionale registrazione. Andrea Bocelli (tenor) - Manrico Steven Mercurio, Direttore d’Orchestra Sugar 475 6135
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Dopo le fortunatissime incisioni delle opere di Puccini La Bohéme e Tosca, Andrea Bocelli fa suo l’impegnativo ruolo di Manrico, l’eroe eponimo del più intenso e “scuro” capolavoro operistico di Giuseppe Verdi. Questa è la prima volta che Bocelli canta un’opera completa di Verdi. “Ci sono quattro o cinque opere che sono il sogno di ogni tenore al mondo e Il Trovatore è certamente fra queste” dice il Tenore toscano. “È un’opera fantastica che penso si accosti bene alla mia vocalità perchè è cantata su una tessitura piuttosto centrale, e richiede molta emozione, molto pathos e uno stile che io amo particolarmente – lo stile di Verdi - carico di forza e carattere. Manrico richiede tale forza e tale carattere eroico. C’è un qualcosa di questo ruolo nel quale mi identifico: una certa impetuosità, una naturale impulsività.” Il Trovatore (The Troubadour), composto nel 1852, è la seconda
in una trilogia di opere universalmente popolari che Verdi scrisse nell’arco
di un periodo di tre anni: Rigoletto (1851) è la prima; La Traviata
(1853) è la terza. Il libretto de Il Trovatore è di Salvatore
Cammarano ed è basato sulla tragedia spagnola El Trovador di Antonio
Garcia Gutiérrez. Verdi ebbe l’idea di usare il soggetto
di Gutiérrez prima ancora di iniziare a lavorare sul Rigoletto.
L’allora solo futura moglie di Verdi, Giuseppina Strepponi, ne fece
una traduzione in Italiano e lui fu immediatamente affascinato dalla storia
dei due amanti. In un appassionato squarcio di ispirazione, Verdi completò la partitura de Il Trovatore nel periodo straordinariamente breve di trenta giorni, tra l’1 ed il 29 Novembre 1852. È una delle più notevoli imprese della storia della musica, soprattutto se si considera la qualità, varietà ed inventiva della musica. Cos’è, al di là della storia improbabile, che ha
reso Il Trovatore così popolare a tutte le platee? Bocelli parla in maniera entusiastica di tutti i componenti del cast di questa nuova registrazione. “Abbiamo avuto dei cantanti straordinari quali Carlo Guelfi (Il Conte Luna in Trovatore e Scarpia nella Tosca registrata da Bocelli), che è uno dei migliori baritoni al mondo. Carlo Colombara (Ferrando) è uno dei più interessanti bassi sulla scena e Véronica Villarroel (Leonora) ha interpretato ruoli come Madama Butterfly al Metropolitan. A seguire ci sono Elena Zaremba (Azucena), una mezzo-soprano russa di grande intensità. Il direttore d’orchestra, Steven Mercurio, anch’egli un artista straordinario” Con la sua penetrante caratterizzazione, l’approfondito sviluppo del conflitto drammatico e l’atmosfera meravigliosamente rappresentata, l’opera riunisce molti momenti memorabili tra cui l’aria di Leonora “Tacea la notte placida” (Atto Primo), “La Zingarella” -nota anche come “Coro delle Incudini”- e “Stride la vampa” (entrambe nel Secondo Atto), “Ah! Sì, ben mio; coll’essere” (duetto d’amore tra Leonora e Manrico) e “Di quella pira” (l’aria di Manrico con il famoso do di petto) dal Terzo Atto. Nel Quarto Atto troviamo “D’amor sull’ali rosee” e “Miserere” (quest’ultimo, in un certo momento, fu il motivo operistico più famoso in assoluto) e “Ai nostri monti” (famoso duetto cantato da Manrico e sua madre). Bocelli conosce queste arie sin da quando era un bambino di sei o sette anni, ma ”...non mi piaceva l’opera nella sua interezza. Ho imparato ad amarla molto più tardi. Imparare la parte è facile ma differente è aver la parte nella propria gola. La mia aria preferita è ‘Mal reggendo’ (Atto secondo, scena prima) ed anche il trio (Atto primo, scena seconda) prima del duello è bellissimo. ‘Di quella pira’ è complesso dal punto di vista della tecnica vocale perchè richiede agilità e potenza. Ci sono questi mezzi tremolii da cantarsi perfettamente mentre l’orchestra aumenta di volume. Ma non è la parte più difficile da cantarsi, per Manrico. Ogni tenore ha le sue difficoltà in differenti aree, non sempre negli stessi punti. E per me è ‘Ah! Sì, ben mio’ perchè è molto pesante, e perchè mentre la si canta si pensa che subito dopo ci sarà ‘Di quella pira’! Dopodichè c’è una lunghissima e faticosa scena con la madre di Manrico, giusto alla fine dell’opera. È molto affaticante. Solitamente nelle esecuzioni dal vivo vengono effettuati diversi tagli, ma questa registrazione contiene l’opera completa nella sua integrità”. Il Trovatore è da sempre una delle opere più apprezzate al mondo. Con la magnifica voce di Andrea Bocelli nel ruolo principale, l’opera sembra essere destinata a ripetere il successo internazionale di La bohéme e Tosca.
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