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ANDREA BOCELLI
interpreta MANRICO ne

IL TROVATORE di GIUSEPPE VERDI


Andrea Bocelli registra finalmente la Sua prima opera completa di Verdi.

Una delle parti più impegnative nel repertorio di un tenore.

L’immortale capolavoro di Verdi in una nuova sensazionale registrazione.

Andrea Bocelli (tenor) - Manrico
Veronica Villaroel (soprano) - Leonora
Elena Zaremba (mezzo-soprano) - Azucena
Carlo Guelfi (baritone) - Il Conte Luna
Carlo Colombara (bass) - Ferrando

Steven Mercurio, Direttore d’Orchestra

Sugar 475 6135

Il Cast


 

LA TRAMA:
di Kenneth Chalmers
Traduzione Alex Vincenti


La vicenda si svolge in Spagna, all’inizio del XV secolo, sullo sfondo della rivolta contro il Re d’Aragona da parte del Conte Urgel di Biscaglia. Comandante delle forze regie a Saragozza è il Conte di Luna. Anni addietro, quando il Conte era ancora bambino, una zingara era stata trovata vicino alla culla del fratello, Garzia. La donna venne scacciata dai servi, e poco dopo tale avvenimento l’infante fu preso da febbri. Fatta ricercare la zingara, il padre l’accusò di stregoneria e la fece condannare al rogo. Per vendetta, la figlia della zingara rapì Garzia con l’intento di gettarlo nel rogo della madre, ma nella frenesia gettò invece tra le fiamme il proprio bambino. Fu così che Garzia venne allevato dall’infanticida come proprio figlio.

Parte prima

Nell’atrio del palazzo dell’Aliaferia, a Saragozza, dei familiari sonnolenti fanno la guardia agli appartamenti del Conte di Luna. Il capitano, Ferrando, spiega che il Conte passa le notti vigilando sotto il balcone della donna amata, geloso del trovatore che ogni notte canta nei giardini del palazzo. Quindi racconta ai familiari e agli armigeri la storia del rapimento di Garzia e di come il padre continui a credere che sia in vita.

Leonora, una dama di corte, e la sua fidata Ines, sono nei giardini del palazzo. È tarda notte e Leonora anela a incontrare il misterioso trovatore, ammettendo a Ines di averlo visto in un torneo tempo fa e di essersene subito innamorata. Le due donne si ritirano nei loro quartieri.

Compare il Conte di Luna, che si avvia a seguirle, quando si leva il canto del suo rivale. Leonora si precipita a incontrarlo, ma nell’oscurità prende il Conte per il trovatore. Quando questi emerge dalle piante dov’era celato, Leonora implora perdono per l’errore. Il Conte chiede all’intruso di rivelarsi: è Manrico, seguace d’Urgel, nemico della corona. Il Conte lo sfida a duello e i due rivali si allontanano con le spade sguainate, mentre Leonora cade priva di sensi.

Parte seconda

Manrico e la madre Azucena sono accampati con altri zingari ai piedi di un monte della Biscaglia. Sorge l’alba e gli zingari si apprestano a mettersi al lavoro all’incudine. Azucena canta la ballata del rogo della vecchia zingara.

Quando gli altri si allontanano in cerca di provviste, Manrico chiede alla madre la verità. Azucena gli racconta tutta la storia, di come la madre fosse stata arsa sul rogo invocando vendetta, e di come lei — Azucena — avesse rapito il fratello del Conte di Luna, rivelando di avere gettato nel fuoco il proprio figlio. Ma quando Manrico la interroga, la donna si contraddice e afferma di essersi confusa. Manrico le parla del duello con il Conte di Luna e di come una forza misteriosa lo abbia spinto a risparmiargli la vita; Azucena gli rammenta che il Conte, in una battaglia successiva, non ha dimostrato simile misericordia e lo incita a vendicare la morte della madre.

Un messaggero porta la notizia che le forze d’Urgel hanno preso Castellor e che Manrico dovrà difenderlo; apprendiamo anche che Leonora, credendolo morto, sta per entrare in convento. & Benché Azucena cerchi di trattenerlo, Manrico parte per Castellor.

È notte. A Castellor, il Conte e i suoi uomini si appostano presso il convento dove sta per arrivare Leonora; il Conte è deciso a rapirla prima che lei entri per sempre in convento. Le sorelle intonano solenni canti, e Leonora appare, insieme a Ines. Il Conte si fa avanti per rapirla, ma viene fermato dalla comparsa improvvisa di Manrico e dei suoi fedeli. Mentre le forze regie vengono respinte dai ribelli, Manrico porta in salvo Leonora.

Parte terza

Il Conte e i suoi uomini sono accampati vicino a Castellor. Nell’imminenza dell’assalto alla fortezza, i soldati intonano un canto di guerra. Gli esploratori hanno sorpreso Azucena aggirarsi vicino all’accampamento e l’hanno fermata per interrogarla. Ferrando riconosce in lei la zingara che aveva rapito Garzia e quando la donna ammette di essere la madre di Manrico, il Conte vede l’opportunità per vendicarsi della morte del fratello e ferire il rivale. Ordina ai suoi uomini di portarla via.

A Castellor, Manrico e Leonora attendono fuori dalla cappella dove stanno per essere uniti in matrimonio. Quando stanno per avviarsi all’altare, giunge all’improvviso Ruiz, uno degli uomini di Manrico, con la notizia che Azucena è stata catturata; Manrico raduna subito le sue forze per andare a liberare la madre.

Parte quarta

Il tentativo di soccorso è fallito e Manrico è imprigionato nel palazzo dell’Aliaferia, condannato a morte. Nell’oscurità, Ruiz conduce Leonora alla torre dove Manrico è prigioniero. Si leva un Miserere per l’anima del condannato. Entra il Conte, che dà l’ordine che Manrico e la madre vengano giustiziati all’alba. Leonora si fa avanti e si offre in cambio della libertà di Manrico. Il Conte accetta e Leonora chiede di dare lei stessa a Manrico la notizia che è libero. Ma nell’anello ha del veleno che prende di nascosto prima di entrare nella torre.

Azucena e Manrico sono nella stessa cella, poco prima dell’esecuzione. Azucena, terrorizzata al pensiero di dover morire sul rogo, viene meno. (Il figlio cerca di darle conforto rammentandole la vita degli zingari sui monti.) Entra Leonora con la notizia del suo rilascio, ma Manrico non vuole abbandonarla; quindi, rendendosi conto di come Leonora abbia ottenuto la sua libertà, la respinge. Ma come il veleno agisce e Leonora muore, Manrico comprende la forza della sua devozione. Entra il Conte e ordina che Manrico venga giustiziato immediatamente. Trascina Azucena alla finestra perché sia testimone della morte del presunto figlio, e quando quest’ultimo è stato decapitato Azucena rivela trionfante che Manrico era il fratello del Conte.

 

 

 

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